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Discalculia: cos'è, diagnosi e cosa aiuta

Ultimo aggiornamento:

La discalculia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) che riguarda i numeri e il calcolo. Non significa "non essere portati per la matematica": riguarda abilità di base, come riconoscere le quantità, leggere e scrivere i numeri, ricordare i risultati dei calcoli semplici.

In breve

  • La discalculia è una difficoltà specifica e duratura negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri, in bambini con capacità cognitive adeguate.
  • La diagnosi si fa dalla terza primaria, se le difficoltà restano anche dopo attività di recupero o di potenziamento.
  • Si valutano le abilità di base, non la matematica "avanzata": un bambino che fatica solo con i problemi non ha per forza una discalculia.
  • A scuola lo studente può usare calcolatrice, tabella delle tabelline e formulari, previsti nel Piano Didattico Personalizzato.
In questa pagina (10 sezioni)

Che cos'è la discalculia

La Legge 170 del 2010 la definisce come un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.

Le Linee guida del Ministero dell'Istruzione descrivono due aspetti:

  • il senso del numero: riconoscere a colpo d'occhio piccole quantità, contare e confrontare quantità, metterle in ordine, comporle e scomporle, fare calcoli a mente;
  • le procedure: leggere e scrivere i numeri, incolonnarli, ricordare i risultati dei calcoli semplici (come le tabelline), eseguire le operazioni scritte.

La discalculia può presentarsi da sola, ma spesso si accompagna ad altri DSA, come la dislessia (il rischio è circa doppio), e a volte ad altre difficoltà come ADHD o ansia (dettagli nella sezione sulle ricerche). Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità suggeriscono di considerare, nella valutazione, la presenza di altri disturbi; nella pratica si esaminano di solito anche lettura e scrittura. Approfondimento: DSA e ADHD: perché spesso vanno insieme.

Quanto è frequente e quanto dura. Le stime internazionali parlano di circa 3-7 bambini e ragazzi su 100, a seconda dei criteri usati. È un disturbo che tende a durare anche nell'adolescenza (vedi la sezione sulle ricerche).

Come capire se vostro figlio ce l'ha

Tanti bambini fanno fatica con la matematica senza avere un disturbo. La discalculia riguarda le basi: numeri, quantità, calcoli semplici, e difficoltà che restano nonostante l'aiuto della scuola. Nessun test online può dire se un bambino ce l'ha: per sapere cosa osservare età per età e cosa fare se avete un dubbio, leggete la pagina test discalculia bambini. Se non sapete ancora se si tratti di un DSA o di altro: Difficoltà di apprendimento o DSA?.

Da quando si può fare la diagnosi

Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità la diagnosi di discalculia si fa:

  • a partire dalla terza primaria;
  • quando le difficoltà riguardano almeno metà delle abilità di base valutate;
  • quando le difficoltà persistono: soprattutto alla prima diagnosi, restano anche dopo attività di recupero a scuola o interventi specialistici.

Alcuni segnali si possono osservare già all'ultimo anno della scuola dell'infanzia e in prima primaria. Le linee guida chiariscono che indicano solo un rischio maggiore, non un disturbo, e servono ad attivare attività di potenziamento (esercizi mirati per rafforzare un'abilità). Li trovate, età per età, nella stessa pagina sui test.

Come si fa la valutazione

La valutazione la fa un'équipe di specialisti con test standardizzati che misurano velocità e correttezza. Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità si valutano le basi della matematica:

  • capire e confrontare le quantità espresse con i numeri;
  • leggere e scrivere i numeri;
  • il ragionamento numerico (per esempio mettere in ordine i numeri e cogliere le relazioni tra loro);
  • il recupero dei fatti aritmetici (tabelline e calcoli semplici "a memoria");
  • il calcolo a mente e il calcolo scritto elementare (addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni).

Le conoscenze di matematica più avanzate non servono per la diagnosi: sono materie di studio, non abilità di base. E le difficoltà nel risolvere i problemi, da sole, non bastano.

Come per tutti i DSA, si valutano anche attenzione, memoria di lavoro e funzioni esecutive, per descrivere il profilo di funzionamento. Per i bambini bilingui è meglio usare prove che dipendono poco dalla lingua (DSA e bambini bilingui).

Prima di prenotare: Cosa chiedere a un centro prima della valutazione.

Cosa aiuta

Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità suggeriscono (è una raccomandazione condizionata: un'indicazione da valutare caso per caso, perché le prove sono ancora limitate):

  • un insegnamento diretto, esplicito e sistematico, che rispetti i tempi di apprendimento del bambino;
  • esempi concreti, legati alla vita di tutti i giorni;
  • l'uso di strumenti digitali che aiutano a visualizzare numeri e quantità.

Allenare le tabelline, anche con appositi programmi, migliora il ricordo delle tabelline, ma non le altre abilità di calcolo.

Cosa aspettarsi. In media gli interventi sulla matematica hanno effetti moderati. Funzionano meglio quelli mirati alle abilità in cui il bambino è in difficoltà, con un insegnamento esplicito e guidato, anche con programmi e giochi al computer. Le prove sono poco certe, soprattutto perché gli studi riguardano quasi sempre bambini con difficoltà e non con una diagnosi: i dettagli sono nella sezione sulle ricerche, più sotto.

Le Linee guida del Ministero ricordano che molti ragazzi con difficoltà in matematica sviluppano un vero e proprio blocco, anche emotivo. Un primo passo è aiutarli a sperimentare di essere capaci, e analizzare con loro gli errori per capire da dove nascono.

Le ricerche confermano che ansia per la matematica e risultati in matematica sono collegati, ma non sappiamo se venga prima la difficoltà o l'ansia. Se vostro figlio vive male la matematica, parlatene con gli insegnanti e con gli specialisti che lo seguono.

A scuola

Con la certificazione la scuola prepara il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Gli strumenti più comuni per la discalculia sono:

  • la calcolatrice;
  • la tabella pitagorica (delle tabelline);
  • il formulario personalizzato;
  • tempi più lunghi o meno esercizi nelle verifiche, come previsto per tutti i DSA.

Le Linee guida del Ministero precisano che questi strumenti alleggeriscono il carico ma non sostituiscono il lavoro per sviluppare le abilità: vanno usati insieme a un insegnamento mirato.

Regole per le verifiche (calcolatrice compresa) e per gli esami: Strumenti compensativi e misure dispensative. Come si costruisce il piano con la scuola: PDP.

Cosa dicono le ricerche e quanto sono solide

  • Abbastanza solido: la discalculia si accompagna spesso alla dislessia; le difficoltà riguardano soprattutto calcolo, fatti aritmetici e senso del numero. Secondo la linea guida tedesca sulla discalculia, chi ha la discalculia ha un rischio più alto degli altri (negli studi, circa il doppio) di avere anche la dislessia, e più spesso anche ADHD, ansia o depressione.
  • Coerente tra più sintesi, ma con prove di certezza bassa (cioè poca fiducia che l'effetto sia proprio quello misurato): gli interventi mirati hanno in media effetti moderati. Lo indicano la linea guida tedesca e una meta-analisi di ricercatori italiani sugli interventi digitali (una meta-analisi è una ricerca che mette insieme i risultati di molti studi); in quest'ultima videogiochi educativi e programmi di esercizio hanno dato risultati simili. La linea guida tedesca raccomanda di iniziare presto, già alla primaria, con specialisti formati e in incontri individuali; le linee guida italiane suggeriscono attività precoci di potenziamento quando ci sono segnali di rischio, senza indicare chi debba farle o in che forma, e negli studi che esaminano gli interventi si svolgono quasi sempre a scuola, con insegnanti formati.
  • Poco solido: quale tipo di intervento funzioni meglio e per quanto tempo durino i miglioramenti. Gli studi riguardano soprattutto bambini con difficoltà in matematica, spesso negli Stati Uniti, non bambini con una diagnosi come in Italia: anche per questo l'Istituto Superiore di Sanità dà solo suggerimenti, non raccomandazioni forti.
  • Ansia: una meta-analisi guidata da ricercatori italiani, su oltre 900.000 persone, ha trovato che chi prova più ansia per la matematica tende ad avere risultati più bassi, con un legame un po' più forte nei bambini che negli adulti. È un legame, non una prova che una cosa causi l'altra.
  • Da un solo studio (israeliano): quanto spesso la discalculia persiste. Su ragazzi con discalculia diagnosticata in quinta elementare, dei 104 rivalutati sei anni dopo, verso i 17 anni, quasi tutti (95%) erano ancora in difficoltà con i calcoli e circa 4 su 10 rientravano ancora pienamente nei criteri.
  • Non sappiamo ancora: quanto sia frequente la discalculia in Italia (nelle fonti consultate non ci sono stime italiane su campioni della popolazione), e quali interventi funzionino negli adolescenti e negli adulti (mancano test e programmi adatti).

Dove fare la valutazione

La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.

Domande frequenti

Usare la calcolatrice non gli impedisce di imparare? La calcolatrice riduce la fatica nei calcoli e permette di concentrarsi sul ragionamento. Le Linee guida del Ministero indicano di usarla insieme ad attività che sviluppano le abilità, non al posto loro.

Si può fare la diagnosi in prima o in seconda? No. Le linee guida indicano di aspettare la terza primaria. Prima si possono notare segnali di rischio e attivare attività di potenziamento a scuola.

La discalculia passa con la crescita? Di solito no: tende a restare, anche se con il lavoro mirato e gli strumenti giusti le difficoltà si possono ridurre e gestire meglio. Secondo le regole nazionali il profilo di funzionamento si aggiorna nel passaggio da un ciclo scolastico all'altro; alcune regioni hanno regole diverse (vedi le guide regione per regione).

La discalculia riguarda anche gli adulti? Sì, il disturbo tende a restare. Per gli adulti, però, i test disponibili sono pochi, soprattutto per il calcolo: chiedete al centro se fa questo tipo di valutazione. Approfondimento: DSA negli adulti.

Fonti

  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1, comma 5 (definizione di discalculia): testo su Normattiva.
  • MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM n. 5669 del 12/07/2011: par. 1.3 (discalculia), par. 1.4 (comorbilità), par. 4.3.3 (area del calcolo: principi e strumenti).
  • Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022): documento PDF. In particolare: segnali di rischio per il calcolo (raccomandazione 1.7, pp. 50-55); competenze da valutare e criteri per la diagnosi (raccomandazioni 4.1-4.4, pp. 62-63); competenze generali (raccomandazione 6.1, p. 69); comorbilità da considerare nella valutazione (raccomandazione 3.3, p. 60); attività precoci di potenziamento (raccomandazioni 1.7-1.8, p. 54); bambini bilingui (raccomandazione 7.9); interventi sul calcolo (raccomandazioni 9.10-9.12, p. 84) e sintesi degli studi, con i limiti delle popolazioni studiate (pp. 344-352); adulti (pp. 283-284).
Studi citati (8)
  • Haberstroh S, Schulte-Körne G. The Diagnosis and Treatment of Dyscalculia (linea guida tedesca). Dtsch Arztebl Int 2019;116(7):107-114. doi:10.3238/arztebl.2019.0107
  • Shalev RS, Manor O, Gross-Tsur V. Developmental dyscalculia: a prospective six-year follow-up. Dev Med Child Neurol 2005;47(2):121-5. doi:10.1017/s0012162205000216
  • Kucian K, von Aster M. Developmental dyscalculia. Eur J Pediatr 2015;174(1):1-13. doi:10.1007/s00431-014-2455-7
  • Haberstroh S, Schulte-Körne G. The Cognitive Profile of Math Difficulties: A Meta-Analysis Based on Clinical Criteria. Front Psychol 2022;13:842391. doi:10.3389/fpsyg.2022.842391
  • Benavides-Varela S, et al. Effectiveness of digital-based interventions for children with mathematical learning difficulties: A meta-analysis. Computers & Education 2020;157:103953. doi:10.1016/j.compedu.2020.103953
  • Caviola S, et al. Math performance and academic anxiety forms, from sociodemographic to cognitive aspects: a meta-analysis on 906,311 participants. Educ Psychol Rev 2022;34(1):363-399. doi:10.1007/s10648-021-09618-5
  • Moll K, et al. Specific learning disorder: prevalence and gender differences. PLoS One 2014;9(7):e103537. doi:10.1371/journal.pone.0103537
  • Joyner RE, Wagner RK. Co-occurrence of Reading Disabilities and Math Disabilities: A Meta-Analysis. Sci Stud Read 2020;24(1):14-22 (rischio di avere anche l'altro disturbo circa doppio, odds ratio 2,12). doi:10.1080/10888438.2019.1593420

Fonti internazionali consultate il 30/09/2026 (abstract).


Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce il parere del pediatra o di uno specialista.