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Difficoltà di apprendimento o DSA? Quando vale la pena approfondire

Ultimo aggiornamento:

Vostro figlio fa molta fatica a leggere, i quaderni sono pieni di errori o i compiti di matematica sembrano non finire mai. Oppure è la scuola ad avervi parlato di qualche difficoltà. È normale chiedersi se "c'è qualcosa". Questa guida vi aiuta a capire cosa state osservando, senza allarmarvi e senza sostituirsi a uno specialista.

In breve

  • Una difficoltà di apprendimento è comune e può avere molte cause. Un DSA è un disturbo specifico, che dura nel tempo anche quando il bambino viene aiutato.
  • Nessun elenco di segnali e nessun test online può dire se c'è un DSA: lo stabilisce solo una valutazione fatta da specialisti.
  • Vale la pena approfondire quando le difficoltà restano nel tempo, nonostante l'impegno e l'aiuto della scuola, e pesano sulla serenità del bambino.
  • La diagnosi si può fare solo da una certa età: di norma dalla fine della seconda primaria per la lettura e l'ortografia, dalla terza per il calcolo e dalla fine della terza per la grafia.
In questa pagina (10 sezioni)

Difficoltà o disturbo: che differenza c'è

Una difficoltà di apprendimento è una fatica, a volte temporanea, nell'imparare a leggere, scrivere o fare i calcoli. Capita a moltissimi bambini, soprattutto nei primi anni di scuola, e spesso migliora con il tempo, l'esercizio e un aiuto mirato.

Un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) è qualcosa di diverso. La Legge 170 del 2010 lo descrive come un disturbo che si presenta in bambini con capacità cognitive adeguate, senza problemi neurologici o sensoriali, e che riguarda abilità precise: la lettura (dislessia), l'ortografia (disortografia), la grafia (disgrafia), il calcolo (discalculia).

Una caratteristica importante del disturbo è la persistenza: le difficoltà restano anche dopo che il bambino ha ricevuto un aiuto adeguato a scuola o da specialisti. Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità la indicano proprio come uno dei criteri per la diagnosi.

Una difficoltà non è quindi automaticamente un disturbo. E un disturbo non è una malattia né un giudizio sull'intelligenza: descrive un modo diverso di funzionare in alcune attività.

Una difficoltà può avere molte cause

Prima di pensare a un DSA, gli specialisti considerano anche altre spiegazioni. Alcune sono molto comuni.

  • Tempi di apprendimento diversi. Nei primi anni di scuola ogni bambino ha i suoi ritmi. Per esempio, secondo i dati riportati dalle linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità (da studi stranieri), all'inizio della seconda primaria la maggior parte dei bambini fa ancora fatica con il corsivo, e alla fine della terza molti meno: i numeri nella guida sulla disgrafia.
  • Vista o udito. Un problema di vista o di udito può rendere difficili lettura e scrittura. In questi casi non si parla di DSA.
  • L'italiano come seconda lingua. Un bambino che in famiglia parla un'altra lingua può parlare bene l'italiano in 1-3 anni, ma per la lingua dello studio (leggere testi, scrivere, esporre) possono servire 5-7 anni. Andare peggio dei compagni non significa per forza avere un DSA.
  • Insegnamento e contesto. Assenze prolungate, cambi di scuola, poca pratica o un metodo di studio non adatto possono spiegare alcune difficoltà.
  • Altri aspetti dello sviluppo. A volte la fatica nasce da difficoltà di attenzione, di linguaggio o di coordinazione, che possono presentarsi da sole o insieme a un DSA. Approfondimento: DSA e ADHD: perché spesso vanno insieme.
  • Momenti difficili. Periodi di preoccupazione, stanchezza o disagio possono pesare sul rendimento a scuola.

Per questo la valutazione la fa un'équipe di specialisti che guarda il quadro completo, non solo un voto o un quaderno.

Cosa si può osservare nella vita di tutti i giorni

Questi sono esempi di situazioni che molti genitori notano. La presenza di uno o più di questi segnali non significa che ci sia un DSA. Possono però aiutarvi a mettere in ordine le domande da fare agli insegnanti o al pediatra.

Per ogni disturbo c'è una pagina con i segnali, età per età: le trovate tutte, con una scheda per capire da dove partire, in test DSA, da dove cominciare.

Nella lettura

  • legge molto lentamente, con fatica, anche testi semplici per la sua età;
  • fa molti errori, salta o inventa parole, perde il segno;
  • dopo aver letto fa fatica a ricordare cosa ha letto, mentre capisce bene se qualcuno legge per lui;
  • evita di leggere ad alta voce o si stanca molto presto.

Nella scrittura

  • fa errori di ortografia che restano nel tempo, anche su parole che conosce bene;
  • scambia lettere o suoni simili, dimentica doppie o accenti in modo frequente;
  • scrive in modo poco leggibile o molto lento, anche quando si impegna.

Nel calcolo

  • fa fatica a leggere o scrivere i numeri, o a metterli in ordine;
  • non riesce a ricordare le tabelline o i calcoli semplici, e conta ancora sulle dita quando i compagni non lo fanno più;
  • sbaglia spesso i calcoli a mente o in colonna.

In generale

  • i compiti richiedono molto più tempo che ai compagni;
  • c'è una grande distanza tra impegno e risultati;
  • all'orale va molto meglio che nello scritto;
  • le difficoltà restano anche dopo mesi di esercizio e di aiuto;
  • compare un rifiuto della scuola, dei compiti o frasi come "sono stupido".

Quando vale la pena approfondire

Non c'è una regola uguale per tutti, ma di solito ha senso chiedere un parere quando:

  1. le difficoltà durano nel tempo, non solo per qualche settimana;
  2. non migliorano nonostante l'impegno del bambino e le attività di recupero della scuola;
  3. sono evidenti rispetto ai compagni della stessa classe;
  4. pesano sulla serenità del bambino: fatica, frustrazione, perdita di fiducia in sé;
  5. è la scuola a segnalarvelo. Secondo le indicazioni nazionali, la scuola che nota difficoltà persistenti propone prima attività di potenziamento (esercizi mirati per rafforzare un'abilità) e, se le difficoltà restano, informa la famiglia.

Attenzione all'età. La diagnosi di DSA non si può fare troppo presto, perché all'inizio della scuola le differenze tra bambini sono normali:

Disturbo Da quando si può fare la diagnosi
Dislessia e disortografia Dalla fine della seconda primaria
Discalculia Dalla terza primaria
Disgrafia Dalla fine della terza primaria

Se notate difficoltà prima, potete comunque parlarne con insegnanti e pediatra: ci sono attività che aiutano a sviluppare le abilità che stanno emergendo. I segnali osservati alla scuola dell'infanzia o in prima indicano solo un rischio maggiore di difficoltà, non un disturbo.

Screening a scuola: cosa vuol dire "a rischio"

Alcune scuole fanno uno screening: prove brevi, uguali per tutta la classe, per capire quali bambini hanno bisogno di più attenzione. Uno screening non fa diagnosi e serve a non perdere nessuno: per questo di solito segnala più bambini di quelli che hanno davvero un disturbo.

Un esempio italiano: in uno screening su quasi 2.500 studenti siciliani dagli 8 ai 15 anni, circa 1 su 5 risultava a rischio di un disturbo di lettura, di ortografia o di entrambi. Alla verifica con gli specialisti, fatta su una parte di loro, i ragazzi con un DSA erano circa 3 su 100.

Se vostro figlio risulta "a rischio", vuol dire che conviene seguirlo con più attenzione e proporgli attività mirate, non che abbia un disturbo. Se le difficoltà restano, se ne parla con la famiglia.

Perché non ignorare una difficoltà che resta

Molte persone sono cresciute senza una diagnosi e hanno studiato e lavorato comunque. Non tutte le difficoltà hanno bisogno di un'etichetta.

Quando però una difficoltà resta nel tempo, capirla meglio può essere utile:

  • aiuta a non scambiarla per svogliatezza o poco impegno, né da parte degli adulti né da parte del bambino stesso;
  • permette di conoscere strategie e strumenti che rendono lo studio meno faticoso;
  • rende più chiara la comunicazione tra famiglia, scuola e specialisti;
  • se c'è un DSA, dà accesso alle misure previste dalla legge a scuola, agli esami e all'università.

Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità ricordano che i DSA non riconosciuti possono accompagnarsi a bassa autostima e ansia. Anche per questo capire presto è meglio che aspettare troppo a lungo. Se avete dubbi sulla certificazione in sé: Certificazione DSA: pro e contro.

E se non è un DSA?

Anche quando la valutazione non trova un disturbo, di solito aiuta a capire da dove nasce la fatica e cosa si può fare. E la scuola può aiutare anche senza certificazione, con regole diverse: DSA e BES, che differenza c'è.

Cosa potete fare adesso

Non c'è un percorso obbligatorio. Queste sono alcune possibilità:

  • parlate con gli insegnanti: chiedete cosa osservano in classe e se hanno già proposto attività di recupero;
  • tenete qualche esempio: quaderni, verifiche, compiti. Sono utili anche agli specialisti, che valutano la scrittura su più campioni;
  • parlatene con il pediatra, che conosce la storia del bambino e può indirizzarvi;
  • informatevi sulle strade possibili: la valutazione si fa sempre nel servizio pubblico dell'azienda sanitaria; in molte regioni anche in un centro o in un'équipe privati autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.

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Domande frequenti

Mio figlio legge lentamente: è dislessico? Non si può dire da un solo segnale. Leggere lentamente può dipendere da molte cose, soprattutto nei primi anni di scuola. Se la lentezza resta nel tempo e non migliora con l'aiuto della scuola, vale la pena parlarne con insegnanti e pediatra. Cosa osservare, età per età: test dislessia bambini.

Esistono test online per capire se c'è un DSA? No: nessun test online fa una diagnosi, e non serve farne uno. La diagnosi richiede test standardizzati (prove uguali per tutti, i cui risultati si confrontano con quelli di molti coetanei) e l'esame di più abilità, fatti da un'équipe di specialisti. Perché un test online non basta e da dove partire: test DSA.

Se aspetto, le difficoltà passano da sole? A volte sì, soprattutto nei primi anni. Se però restano dopo la seconda o la terza primaria, nonostante l'esercizio e l'aiuto della scuola, è meglio approfondire che aspettare ancora.

Una diagnosi di DSA è per sempre? Il disturbo tende a restare, ma le sue manifestazioni cambiano nel tempo, anche grazie alla scuola, agli strumenti e all'esperienza. Per questo il profilo di funzionamento si aggiorna nel passaggio tra un ciclo scolastico e l'altro.

Mio figlio è bilingue: la valutazione è diversa? Sì. Gli specialisti devono conoscere la storia linguistica del bambino: le lingue parlate in casa, da quando è esposto all'italiano, come si è sviluppata la prima lingua. Chiedete al centro se ha esperienza con bambini bilingui. Tutto nella guida DSA e bambini bilingui.

Fonti

  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1 (definizione di DSA) e art. 3 (diagnosi e individuazione precoce).
  • Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento, pubblicata il 20/01/2022: pagina ufficiale e documento PDF. In particolare:
  • natura dei DSA, criteri di esclusione e dati di diffusione (pp. 1-4);
  • DSA non riconosciuti, autostima e ansia (pp. 3-4, 11);
  • segnali precoci come indici di rischio e non di disturbo (raccomandazioni 1.1-1.8, pp. 50-55);
  • età e persistenza per la diagnosi di discalculia (raccomandazione 4.3, p. 63);
  • disgrafia dalla fine della terza primaria e dati sul corsivo (raccomandazione 5.1, pp. 65 e 211);
  • più campioni di scrittura (raccomandazione 5.3, p. 65);
  • bambini bilingui (raccomandazioni 7.1-7.2, p. 71; tempi di apprendimento della lingua, p. 253).
  • MIUR, Linee guida allegate al DM n. 5669 del 12/07/2011: la diagnosi di DSA "può essere formulata con certezza alla fine della seconda classe della scuola primaria".
  • MIUR e Ministero della Salute, Decreto 17 aprile 2013 (Linee guida per i protocolli regionali di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA).
  • MIUR, Direttiva del 27/12/2012 e Nota n. 2563 del 22/11/2013 sui Bisogni Educativi Speciali.
Studi citati (1)
  • Leonardi MM, Di Blasi FD, Savelli E, Buono S. Reading and spelling disorders in a school-based population screening in Sicily (Italy). Dyslexia 2021;27(4):452-467. doi:10.1002/dys.1694 (screening su 2.469 studenti di 8-15 anni: a rischio circa il 19,5%; DSA confermati circa il 2,5-3,8% a seconda della scuola)

Fonti internazionali consultate il 30/09/2026 (abstract).


Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce il parere del pediatra o di uno specialista.