Test discalculia bambini: come capire se vostro figlio ha la discalculia
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Conta ancora sulle dita, le tabelline non entrano, 7 + 5 ogni volta lo ricalcola da capo; e davanti ai compiti di matematica arriva il pianto. Se state cercando un test per la discalculia, qui trovate cosa osservare dall'infanzia alle superiori, quando la fatica con i numeri è normale, perché un quiz in rete non può rispondere e a chi rivolgervi.
Se non siete sicuri che la fatica riguardi proprio i numeri, e non la lettura o la scrittura, partite da qui: test DSA, da dove cominciare.
Prima di tutto
- Nessun test online può dire se un bambino ha la discalculia. Giochi, quiz e app in rete non sono una diagnosi.
- Per la Legge 170/2010 la diagnosi la fa il servizio sanitario pubblico; le regioni possono affidarla anche a specialisti o centri privati accreditati (in alcune regioni si parla di centri o équipe autorizzati). La valutazione si fa con test standardizzati.
- La diagnosi di discalculia si fa dalla terza primaria. Prima si parla solo di rischio, che spesso rientra.
- Qui sotto trovate una lista di cose da osservare, non un test: serve a parlarne meglio con insegnanti e specialisti, non a dare un'etichetta.
In questa pagina (8 sezioni)
Cosa osservare, età per età
Abbiamo raccolto le indicazioni delle linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Linee guida del Ministero dell'Istruzione e di studi scientifici. Da sole, poche difficoltà non dicono nulla. Contano la loro quantità, la durata e il fatto che non passino con l'aiuto.
All'ultimo anno della scuola dell'infanzia e in prima primaria
A questa età la discalculia non si può diagnosticare. Le linee guida indicano però alcune difficoltà che rendono più probabile, più avanti, una fatica con il calcolo:
- fa fatica a capire "quanti sono" pochi oggetti e a confrontare due gruppi (dove ce ne sono di più, di meno, tanti quanti);
- fa fatica ad aggiungere o togliere qualche oggetto e dire quanti ne restano;
- fa fatica a contare: dire i numeri nell'ordine giusto, contare un oggetto alla volta senza saltarne o ripeterne, capire che l'ultimo numero detto indica quanti sono in tutto;
- non ha ancora capito che tre è sempre tre, che si contino caramelle, stelline o bambole.
L'Istituto Superiore di Sanità raccomanda di usare questi segnali per individuare un rischio più alto, non un disturbo (e giudica molto bassa la certezza delle prove), e per proporre attività che rafforzino queste abilità. È quello che le Linee guida del Ministero chiedono alla scuola dell'infanzia: giochi con le quantità, il confronto e il conteggio, ripetuti finché il bambino non si sente sicuro.
In prima e in seconda primaria: le abilità su cui lavora la scuola
In questi due anni la scuola costruisce le basi, e molti bambini usano ancora le dita. Più che "segnali", le Linee guida del Ministero indicano le abilità su cui si lavora; se restano molto difficili anche dopo le attività di recupero, conviene parlarne:
- leggere e scrivere i numeri e abbinarli alle quantità;
- capire il valore delle cifre a seconda della posizione (13 e 31 non sono lo stesso numero);
- contare anche a salti (di due in due) e all'indietro;
- fare semplici calcoli a mente.
Dalla terza primaria
Da qui la discalculia si può diagnosticare. Si possono notare, rispetto ai compagni e nonostante le attività di recupero:
- difficoltà a leggere e scrivere i numeri, soprattutto quelli con più cifre, e a incolonnarli;
- difficoltà a ricordare i risultati dei calcoli semplici (le tabelline, 7 + 5): continua a ricavarli contando quando i compagni ormai li ricordano;
- calcoli a mente e scritti molto lenti e con molti errori;
- fatica a capire quale di due numeri è più grande o a metterli in ordine.
Se la difficoltà è solo nei problemi, la discalculia di solito non c'entra: la diagnosi guarda le abilità di base. I problemi possono andare male per molte ragioni (capire il testo, l'attenzione), e anche in questo caso vale la pena parlarne con gli insegnanti.
A ogni età la matematica può diventare fonte di ansia. Molti studi, in tanti paesi, trovano un legame tra ansia e risultati in matematica, ma non sappiamo cosa venga prima. Se vostro figlio vive male la matematica, ditelo a insegnanti e specialisti (più dettagli nella guida).
Alle medie e alle superiori
La discalculia tende a durare nel tempo. Se non è stata riconosciuta prima, alle medie e alle superiori si notano calcoli ancora lenti e incerti, anche semplici. Si può chiedere una valutazione anche a questa età, e pure da adulti: DSA negli adulti.
Fatica con i numeri: quando è normale e quando approfondire
Essere "poco portati" per la matematica non è un disturbo. Le Linee guida del Ministero ricordano che nei primi anni di primaria molti alunni (circa uno su cinque) incontrano qualche ostacolo nelle abilità di base, come leggere, scrivere o calcolare; un DSA vero e proprio riguarda invece 3-4 alunni su 100.
Vale la pena parlarne con gli insegnanti e, se serve, chiedere una valutazione quando:
- la fatica riguarda le basi (numeri, quantità, calcoli semplici);
- dura e non migliora dopo il recupero fatto a scuola;
- la distanza dai compagni è netta;
- ci sono anche difficoltà di lettura o scrittura: la discalculia si accompagna spesso alla dislessia (test dislessia bambini);
- la matematica è diventata fonte di ansia o di rifiuto.
Bambini bilingui. Per chi a casa parla un'altra lingua, le prove di matematica piene di parole in italiano possono andare peggio anche senza un disturbo. Per questo le linee guida chiedono di valutarli con prove che usano poco la lingua. Approfondimento: DSA e bambini bilingui.
Altre ragioni della fatica a scuola: Difficoltà di apprendimento o DSA?.
Perché un quiz online sulla discalculia non basta
Un quiz di matematica in rete raramente dice su chi è stato provato, nessun professionista vede come vostro figlio ragiona, il risultato può preoccupare o tranquillizzare senza motivo e non vale per la scuola. Per la discalculia ci sono poi motivi più concreti, legati a come la si riconosce.
Un quiz vede l'errore, non il perché. Pensate a un bambino che, in seconda, conta ancora sulle dita. Può essere il segno di una difficoltà vera; ma può anche essere solo il modo che conosce, perché nessuno gli ha ancora insegnato un'altra strategia o perché non ha avuto abbastanza esercizio. Un quiz in rete vede solo che è lento o sbaglia.
Un quiz di matematica misura soprattutto il programma. Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità la diagnosi guarda le basi del calcolo, quelle descritte qui sopra; la matematica più avanzata è materia di studio e non serve per la diagnosi. Un quiz con espressioni, frazioni o problemi misura quello che si è fatto a scuola, l'attenzione o l'ansia di quel momento.
Il gioco dei pallini non basta. Alcuni test chiedono di confrontare gruppi di punti o di figure per dire dove ce ne sono di più. Le stesse linee guida raccomandano cautela nel fare diagnosi di discalculia con le sole prove sulle quantità di punti o di oggetti, senza numeri: è una raccomandazione forte, basata su studi di buona qualità.
La diagnosi guarda tante abilità insieme, e nel tempo. Lo specialista controlla una per una le abilità di base, con prove a tempo confrontate con quelle di tanti bambini italiani della stessa classe, e verifica che la difficoltà resti anche dopo il recupero a scuola o un intervento. Tiene conto anche della scuola frequentata e della lingua parlata in casa. Un quiz fatto una volta, in un giorno qualunque, non vede niente di tutto questo.
Da dove cominciare
Osservate come arriva al risultato, non solo se è giusto: ricorda qualche tabellina? si confonde con i numeri a più cifre? Annotatelo e conservate quaderni e verifiche di periodi diversi. Chiedete agli insegnanti quali strategie sono state insegnate e come va il recupero. La Legge 170 affida alla scuola il compito di cogliere presto le difficoltà, proporre attività mirate e, se non migliorano, avvisare la famiglia. Il pediatra può indicarvi il servizio. Cosa cambia a scuola con una certificazione: cos'è la certificazione DSA e a cosa serve. Alla valutazione portate quaderni, pagelle e comunicazioni della scuola.
Per sapere cos'è la discalculia, come si fa la diagnosi e cosa aiuta: Discalculia: cos'è, diagnosi e cosa aiuta.
Dove fare la valutazione
La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.
- Scegliete la vostra regione: centri, équipe e servizi pubblici, provincia per provincia
- Come funziona nella vostra regione e le guide regione per regione
Domande frequenti
Esiste un test per la discalculia da fare a casa? No. Potete annotare le difficoltà che notate e conservare quaderni e verifiche, per parlarne con insegnanti e specialisti.
A che età si può capire se è discalculia? La diagnosi si fa dalla terza primaria. Prima si possono notare segnali di rischio e la scuola può proporre attività mirate.
Conta ancora sulle dita: è discalculia? All'inizio della primaria molti bambini lo fanno. Merita attenzione quando, crescendo, continua a ricavare contando i risultati dei calcoli semplici che i compagni ormai ricordano, e la difficoltà non migliora con l'aiuto della scuola.
Va male solo nei problemi: può essere discalculia? Di solito no: la diagnosi guarda numeri e calcoli di base. I problemi possono andare male per la comprensione del testo o per l'attenzione: parlatene con gli insegnanti.
Cosa dicono le ricerche e quanto sono solide
- Regola condivisa (norme e linee guida): la discalculia si può diagnosticare solo dalla terza primaria; prima si parla di rischio.
- Abbastanza solido (sintesi di studi di molti paesi): le difficoltà tipiche riguardano i calcoli e i risultati "a memoria", il senso del numero e la lettura e scrittura dei numeri; spesso vanno insieme alla dislessia.
- Durata: in uno studio israeliano, sei anni dopo la diagnosi quasi tutti i ragazzi erano ancora in difficoltà con i calcoli.
- Bambini bilingui: in uno studio italiano del 2026 i bambini bilingui senza difficoltà andavano peggio dei compagni solo nelle prove con molte parole da capire, mentre i bilingui con discalculia avevano difficoltà simili ai compagni con discalculia.
- Ansia: una sintesi di studi su oltre 900.000 persone (una meta-analisi, cioè una ricerca che mette insieme i risultati di molti studi) trova un legame tra ansia e risultati in matematica, un po' più forte nei bambini; non dice cosa venga prima.
- Prove deboli: quanto le difficoltà all'infanzia (conteggio, quantità) prevedano il singolo bambino. Le linee guida giudicano molto bassa la certezza delle prove, cioè la fiducia che i risultati siano quelli veri.
- Nessuna prova trovata: non abbiamo trovato studi che abbiano verificato in italiano una lista di segnali per genitori o un test online.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1, comma 5 (definizione) e art. 3 (diagnosi e compiti della scuola): testo su Normattiva.
- Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sulle indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei DSA: testo.
- MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM n. 5669 del 12/07/2011: par. 1.3 (discalculia), par. 2.1 (20% di difficoltà e 3-4% di DSA), par. 4.1.2 (area del calcolo alla scuola dell'infanzia), par. 4.2.2 (area del calcolo alla primaria).
- Decreto MIUR 17 aprile 2013, prot. n. 297, Linee guida per la predisposizione di protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA (indicatori per il calcolo all'infanzia; diagnosi al termine del terzo anno).
- Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022): documento PDF. In particolare: indici predittivi per il calcolo e loro uso solo per individuare un rischio (raccomandazioni 1.7-1.8, p. 54); cautela con le sole prove di quantità non simboliche (raccomandazione 3.1, p. 60); criteri per la diagnosi (raccomandazioni 4.1-4.4, pp. 62-63); bambini bilingui (raccomandazione 7.9, p. 73).
Studi citati (4)
- Shalev RS, Manor O, Gross-Tsur V. Developmental dyscalculia: a prospective six-year follow-up. Dev Med Child Neurol 2005;47(2):121-5. doi:10.1017/s0012162205000216
- Haberstroh S, Schulte-Körne G. The Cognitive Profile of Math Difficulties: A Meta-Analysis Based on Clinical Criteria. Front Psychol 2022;13:842391. doi:10.3389/fpsyg.2022.842391
- Caviola S, et al. Math performance and academic anxiety forms, from sociodemographic to cognitive aspects: a meta-analysis on 906,311 participants. Educ Psychol Rev 2022;34(1):363-399. doi:10.1007/s10648-021-09618-5
- Bonifacci P, et al. Mathematical skills in heritage bilingual children with and without developmental dyscalculia: A comparative study. Res Dev Disabil 2026;168:105189. doi:10.1016/j.ridd.2025.105189
Fonti consultate il 30/09/2026 (abstract).
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