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Disgrafia: cos'è, diagnosi e cosa aiuta

Ultimo aggiornamento:

La disgrafia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) che riguarda la scrittura a mano: tracciare le lettere in modo leggibile e fluido. Non riguarda l'ortografia, che è un'altra cosa (la disortografia).

In breve

  • La disgrafia è una difficoltà specifica e duratura nella realizzazione grafica della scrittura: le lettere sono poco leggibili e scrivere è lento e faticoso.
  • Nei primi anni di scuola molti bambini fanno fatica con il corsivo: per questo la diagnosi si fa di norma dalla fine della terza primaria.
  • La valutazione usa più campioni di scrittura, anche i quaderni di scuola e di casa.
  • A scuola lo studente può usare il computer e la forma della scrittura non viene valutata.
In questa pagina (10 sezioni)

Che cos'è la disgrafia

La Legge 170 del 2010 la definisce come un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.

Le Linee guida del Ministero dell'Istruzione spiegano che la disgrafia riguarda il controllo degli aspetti grafici della scrittura a mano ed è legata al momento motorio della scrittura. Si manifesta con una minore fluenza e qualità dell'aspetto grafico, rispetto all'età.

Quando scrivere a mano non diventa automatico, la fatica "ruba" energie e attenzione: il bambino fa più fatica anche a pensare a cosa scrivere e a controllare l'ortografia. Per questo disgrafia e disortografia si presentano spesso insieme.

Una parola, significati diversi. In Italia "disgrafia" indica un disturbo della grafia, cioè del gesto di scrivere a mano: è il termine della Consensus Conference del 2007, poi adottato dalla Legge 170. All'estero la parola inglese dysgraphia indica spesso anche difficoltà di ortografia o nello scrivere testi, e le difficoltà di grafia sono spesso considerate un aspetto del disturbo della coordinazione motoria. Tenetelo presente se leggete siti o studi stranieri.

Quanto è frequente. Non abbiamo trovato stime italiane. Negli studi internazionali citati dalle linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità le percentuali variano moltissimo, dal 5 al 27% dei bambini, perché i criteri usati sono diversi: molte di queste sono difficoltà di scrittura, non un disturbo diagnosticato.

Come capire se vostro figlio ce l'ha

All'inizio della scuola una scrittura irregolare è normale. Si parla di disgrafia quando la scrittura resta poco leggibile o molto lenta ancora alla fine della terza primaria e oltre, nonostante l'insegnamento e l'esercizio. Nessun test online o app può dirlo: per sapere cosa osservare età per età e cosa fare se avete un dubbio, leggete la pagina test disgrafia bambini. Se non sapete ancora se si tratti di un DSA o di altro: Difficoltà di apprendimento o DSA?.

Perché la diagnosi si fa dalla fine della terza primaria

Imparare a scrivere a mano, soprattutto in corsivo, richiede tempo, insegnamento e pratica. Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità riportano, da studi stranieri, che all'inizio della seconda primaria circa due bambini su tre hanno ancora difficoltà nel corsivo; alla fine della terza uno su cinque.

Per questo le linee guida raccomandano di:

  • essere prudenti di fronte a difficoltà di scrittura nei primi due anni di scuola;
  • segnalarle a genitori e insegnanti dalla fine della seconda primaria;
  • aspettare la fine della terza primaria per porre la diagnosi di disgrafia.

È una raccomandazione forte (un'indicazione da seguire nella maggior parte dei casi), basata su studi di buona qualità. Aspettare non vuol dire restare fermi: nel frattempo la scuola può lavorare sulla scrittura.

Come si fa la valutazione

Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità:

  • la diagnosi si fa con test carta e matita, che misurano leggibilità e velocità; dove possibile si aggiungono tavolette grafiche e penne digitali, che registrano il movimento della penna;
  • la leggibilità va valutata su più indicatori (allineamento al margine, spazio tra le parole, lettere che si toccano o hanno dimensioni diverse, lettere deformate, direzione del movimento) e su più campioni di scrittura, presi anche dai compiti di scuola e di casa;
  • i soli esercizi di copia di figure geometriche non bastano per fare la diagnosi;
  • poiché disgrafia e disortografia vanno spesso insieme, si valuta anche l'ortografia;
  • se ci sono segnali di goffaggine o difficoltà nei movimenti, si approfondiscono le abilità motorie: la disgrafia si associa spesso al disturbo della coordinazione motoria.

In Italia esistono test sulla grafia provati su bambini italiani, ma test diversi non sempre danno lo stesso risultato: è un motivo in più per valutare più aspetti e più campioni, come chiedono le linee guida. Nuove penne con sensori e programmi di analisi automatica sono in studio, ma non sono ancora strumenti di diagnosi (dettagli nella sezione sulle ricerche).

Cosa portare: quaderni, verifiche e compiti di periodi diversi. Sono utili agli specialisti.

Prima di prenotare: Cosa chiedere a un centro prima della valutazione.

Cosa aiuta

Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità suggeriscono (è una raccomandazione condizionata: un'indicazione da valutare caso per caso, perché le prove sono ancora limitate):

  • un insegnamento sistematico ed esplicito della forma delle lettere: lettere raggruppate per "famiglie", direzione di ogni tratto mostrata e spiegata, copia e poi ripetizione a memoria;
  • far dire a voce i movimenti mentre si scrive la lettera, e insegnare al bambino a valutare da solo la propria scrittura;
  • modelli in movimento che mostrano come si forma ogni lettera, anche con computer e tablet.

Attenzione: le stesse linee guida suggeriscono di non usare da soli esercizi di motricità fine o di manualità staccati dalla scrittura: da soli non migliorano la grafia.

Cosa aspettarsi. Insegnare la scrittura a mano in modo esplicito, con abbastanza ore di pratica, migliora in media leggibilità e velocità in misura moderata; gli esercizi solo motori no. Le prove però sono poco certe e vengono quasi tutte da scuole di lingua inglese: i dettagli sono nella sezione sulle ricerche, più sotto.

A scuola

Con la certificazione la scuola prepara il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Le Linee guida del Ministero indicano, per gli studenti con disgrafia o disortografia:

Strumenti compensativi

  • il computer (con correttore ortografico e sintesi vocale per rileggere), per scrivere più velocemente e in modo leggibile;
  • mappe e schemi per organizzare il testo;
  • il registratore per prendere appunti.

Misure dispensative e valutazione

  • tempi più lunghi per le verifiche scritte o un numero minore di esercizi;
  • la forma della scrittura non viene valutata: conta il contenuto;
  • a seconda della gravità, la prova scritta può essere accompagnata o integrata da una prova orale.

Cosa vale agli esami e nelle prove INVALSI: Strumenti compensativi e misure dispensative; chi prepara e firma il piano: PDP.

Dove fare la valutazione

La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.

Domande frequenti

Se usa lo stampatello va bene lo stesso? Le linee guida osservano che, se un bambino fa fatica anche con lo stampatello, che è più semplice del corsivo, la difficoltà merita particolare attenzione. Quale carattere usare a scuola va concordato con gli insegnanti.

Gli esercizi di motricità fine o di manualità bastano? Da soli no. Secondo le linee guida, esercizi di movimento staccati dalla scrittura non migliorano la grafia: servono attività legate direttamente alla scrittura delle lettere.

Scrivere male o scrivere sbagliato? Sono due cose diverse. La disgrafia riguarda come si scrive a mano: lettere poco leggibili, scrittura lenta e faticosa. La disortografia riguarda cosa si scrive: le lettere giuste al posto giusto. Spesso vanno insieme; se il dubbio riguarda soprattutto gli errori, leggete la pagina test disortografia bambini.

La disgrafia è legata alla goffaggine nei movimenti? A volte. Si associa spesso al disturbo della coordinazione motoria: se notate difficoltà anche nello sport, nell'allacciarsi le scarpe o nell'usare le posate, ditelo agli specialisti.

Cosa dicono le ricerche e quanto sono solide

  • Solido: la scrittura a mano, soprattutto in corsivo, si impara in tempi lunghi; per questo la diagnosi si fa di norma dalla fine della terza primaria (raccomandazione forte).
  • Coerente, ma con prove di certezza bassa o molto bassa (cioè poca fiducia che l'effetto sia proprio quello misurato): l'insegnamento esplicito della grafia migliora leggibilità e velocità; gli esercizi solo motori no. Le linee guida si basano soprattutto su una grande meta-analisi di 82 studi (una ricerca che mette insieme i risultati di molti studi), fatti quasi tutti a scuola e in paesi di lingua inglese: l'insegnamento esplicito ha migliorato in media leggibilità e velocità in misura moderata, e anche qualità e lunghezza dei testi; hanno funzionato anche l'insegnamento su misura e la tecnologia, con risultati migliori oltre le 10 ore di lavoro. Una revisione precedente aveva trovato che non funzionavano gli interventi senza pratica di scrittura, né quelli con meno di 20 sedute. Gli studi riguardano intere classi o bambini con difficoltà, non bambini con una diagnosi.
  • Pochi dati: quanto sia frequente la disgrafia (nessuna stima italiana), quali interventi funzionino nei bambini con diagnosi, quanto durino i miglioramenti.
  • Test italiani: una prova di copia di un testo per 5 minuti è stata verificata su oltre 560 bambini delle primarie di Roma. In uno studio su bambini di seconda e terza con difficoltà di scrittura, tre test standardizzati davano risultati diversi, soprattutto in seconda.
  • In studio: strumenti digitali per valutare la scrittura (penne con sensori, programmi di analisi), anche in Italia. Le linee guida già consigliano, quando possibile, di usare tavolette e penne digitali insieme ai test su carta.
  • Attenzione ai termini: "dysgraphia" nei testi stranieri non coincide sempre con la disgrafia italiana.

Fonti

  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1, comma 3 (definizione di disgrafia): testo su Normattiva.
  • MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM n. 5669 del 12/07/2011: par. 1.2 (disgrafia e disortografia), par. 4.3.2 (disturbo di scrittura: strumenti e misure).
  • Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022): documento PDF. In particolare: premessa sulla disgrafia, corsivo e stampatello (p. 64); tempi per la diagnosi (raccomandazione 5.1, p. 65); strumenti e parametri di valutazione (raccomandazioni 5.2-5.6, pp. 65-66); associazione con disortografia e con il disturbo della coordinazione motoria (raccomandazioni 5.7-5.8, pp. 66-67); dati sul corsivo (p. 80 e p. 211); interventi sulla grafia (raccomandazioni 9.6-9.9, p. 83); termini e frequenza (pp. 189-190); sintesi degli studi sugli interventi per la grafia (pp. 336-340).
  • OMS, ICD-11, voce 6A03 (disturbo dello sviluppo dell'apprendimento, con i sottotipi lettura, espressione scritta, matematica).
Studi citati (6)
  • Ayaz M, et al. Existing interventions for the management of different types of dysgraphia or specific learning disorder in written expression: a scoping review. BMJ Open 2026;16(7):e113327. doi:10.1136/bmjopen-2025-113327
  • Santangelo T, Graham S. A comprehensive meta-analysis of handwriting instruction. Educational Psychology Review 2016;28(2):225-265 (dati tratti dalla sintesi della linea guida ISS).
  • Hoy MM, Egan MY, Feder KP. A systematic review of interventions to improve handwriting. Can J Occup Ther 2011;78(1):13-25. doi:10.2182/cjot.2011.78.1.3
  • Loizzo A, Zaccaria V, Caravale B, Di Brina C. Validation of the Concise Assessment Scale for Children's Handwriting (BHK) in an Italian Population. Children (Basel) 2023;10(2):223. doi:10.3390/children10020223
  • Sparaci L, et al. Handwriting in primary school: comparing standardized tests and evaluating impact of grapho-motor parameters. Read Writ 2025;38(5):1409-1434. doi:10.1007/s11145-024-10562-3
  • Toffoli S, et al. Quantitative analysis of handwriting kinematics in primary and lower secondary school children through a sensorized ink pen. PLOS Digit Health 2026;5(7):e0001503. doi:10.1371/journal.pdig.0001503

Fonti internazionali consultate il 30/09/2026 (abstract o sintesi ISS).


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