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Strumenti compensativi e misure dispensative per DSA: cosa spetta a scuola

Ultimo aggiornamento:

La sintesi vocale, la calcolatrice, più tempo nei compiti in classe, niente lettura ad alta voce davanti ai compagni: sono gli strumenti compensativi e le misure dispensative che la Legge 170 garantisce agli studenti con DSA. Questa pagina spiega che differenza c'è tra gli uni e le altre, cosa si usa per ogni disturbo, come funzionano nelle verifiche, nelle lingue straniere, agli esami e nelle prove INVALSI, e perché non sono una scorciatoia.

In breve

  • Gli strumenti compensativi sostituiscono o facilitano un compito reso difficile dal disturbo, per esempio la sintesi vocale o la calcolatrice. Non rendono più facile il contenuto da imparare.
  • Le misure dispensative evitano a vostro figlio prove troppo faticose che non lo aiutano a imparare, come leggere a voce alta in classe, oppure gli danno più tempo. Non abbassano gli obiettivi.
  • Con la certificazione DSA sono un diritto (Legge 170, art. 5). Si scelgono caso per caso e si scrivono nel PDP.
  • Valgono nelle verifiche e nelle interrogazioni, e anche agli esami (gli strumenti, se già usati durante l'anno o ritenuti utili per la prova) e nelle prove INVALSI, in modo coerente con il PDP.
  • Per le lingue straniere si può arrivare alla dispensa dagli scritti e, solo nei casi più gravi, all'esonero: sono due cose diverse.
In questa pagina (11 sezioni)

Che differenza c'è

Uno strumento compensativo fa al posto di vostro figlio la parte del compito che il disturbo rende difficile, e gli lascia quella che conta. La sintesi vocale legge il testo, ma capirlo e studiarlo resta compito suo; la calcolatrice fa i conti, ma il ragionamento del problema è suo. Le Linee guida del Ministero lo dicono così: questi strumenti lo sollevano da una prestazione difficile «senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo».

Una misura dispensativa gli evita una prestazione che, per il disturbo, è molto faticosa e non lo fa migliorare. L'esempio delle Linee guida: far leggere un lungo brano a un ragazzo con dislessia non migliora la sua lettura. Sono misure dispensative anche il tempo in più nelle verifiche o una prova con meno esercizi sugli stessi contenuti, perché il disturbo gli fa impiegare più tempo per leggere le domande.

Tre principi valgono per tutti:

  1. Gli obiettivi restano gli stessi della classe. Le misure dispensative servono a evitare fatica e disagio «senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento» (DM 5669/2011, art. 4), e vanno decise in base a quanto il disturbo pesa davvero su quella prova.
  2. Gli strumenti vanno imparati. Usare bene la sintesi vocale o una mappa non è immediato: le norme chiedono alla scuola di insegnare a usarli e agli insegnanti di sostenerne l'uso. Per questo conviene cominciare presto e usarli con regolarità.
  3. Aiutano, ma non allenano. Calcolatrice, tabella delle tabelline e formulario «riducono il carico ma non aumentano le competenze», ricordano le Linee guida: il lavoro per rafforzare le abilità è un'altra cosa (ne parliamo nelle guide di ogni disturbo).

Esempi, disturbo per disturbo

Le Linee guida del Ministero descrivono strumenti e misure soprattutto per le medie e le superiori, quando lo studio si basa su testi più lunghi e complessi. Ecco i principali; gli elenchi completi sono nella sezione «A scuola» di ogni guida.

Disturbo Strumenti compensativi (esempi) Misure dispensative (esempi)
Dislessia sintesi vocale e audiolibri; una persona che legge le consegne e le domande; libri e vocabolari digitali; lezioni registrate; mappe niente lettura ad alta voce in classe né brani troppo lunghi; più tempo o verifiche con meno domande (dettagli)
Disortografia computer con correttore ortografico e sintesi vocale per rileggere; mappe per organizzare il testo l'ortografia non viene valutata; più tempo o meno esercizi; a seconda della gravità, prova orale a integrare lo scritto (dettagli)
Disgrafia computer per scrivere; registratore per gli appunti; mappe e schemi la forma della scrittura non viene valutata; più tempo o meno esercizi (dettagli)
Discalculia calcolatrice; tabella pitagorica; formulario personalizzato più tempo o meno esercizi nelle verifiche (dettagli)

Spesso i disturbi si presentano insieme: in quel caso nel PDP strumenti e misure si sommano. Alla primaria conta anche imparare a usarli poco alla volta: quali e quando introdurli lo decidono gli insegnanti con la famiglia, in base all'età e a come va vostro figlio.

Nelle verifiche e nelle interrogazioni

Secondo il DM 5669/2011 (art. 6) e le Linee guida, nelle prove di tutto l'anno vostro figlio deve poter dimostrare davvero quello che ha imparato, senza essere penalizzato dal disturbo. In pratica, a seconda di quanto scritto nel PDP:

  • più tempo oppure una prova con meno richieste, sugli stessi obiettivi della classe. Le Linee guida indicano come riferimento ragionevole un 30% di tempo in più, quando non ci sono indicazioni più precise;
  • consegne e domande lette da un'altra persona o con la sintesi vocale;
  • una prova orale che accompagna o integra quella scritta, soprattutto per disgrafia e disortografia;
  • una valutazione attenta al contenuto più che alla forma: per disortografia e disgrafia la correttezza e la forma della scrittura non vengono valutate;
  • nelle interrogazioni, attenzione alle capacità di espressione del ragazzo e uso degli strumenti previsti dal PDP.

Le lingue straniere: dispensa ed esonero

Le lingue sono spesso la materia più difficile, e qui le regole sono precise (DM 5669/2011, art. 6; Linee guida, par. 4.4):

  • per tutti: più peso all'orale che allo scritto, tempi aggiuntivi e meno carico di lavoro, valutazione dell'efficacia comunicativa anche se la grammatica non è perfetta, sintesi vocale, audiolibri e computer con correttore e dizionario digitale, anche all'esame di Stato;
  • la dispensa dalle prove scritte si ottiene solo se ci sono tre condizioni insieme: una certificazione che attesti la gravità del disturbo e chieda esplicitamente la dispensa; la richiesta della famiglia (o dello studente maggiorenne); l'approvazione del consiglio di classe, che la conferma in forma temporanea o permanente, con particolare attenzione ai corsi in cui la lingua è caratterizzante (per esempio il liceo linguistico). All'esame lo scritto è sostituito da una prova orale;
  • l'esonero riguarda invece l'insegnamento della lingua nel suo insieme. È previsto solo nei casi di particolare gravità, su richiesta della famiglia e con l'approvazione del consiglio di classe, e comporta un percorso differenziato. Alle medie l'esame con prove differenziate vale comunque per il diploma; alle superiori porta a un attestato e non al diploma.

Le Linee guida suggeriscono anche, quando si sceglie quale lingua studiare, di preferire se possibile una lingua che si legge come si scrive.

Agli esami di terza media e di maturità

Il D.Lgs. 62/2017 (artt. 11 e 20) prevede che la commissione possa dare tempi più lunghi e consentire gli strumenti compensativi previsti dal PDP (alla terza media si parla di strumenti informatici), purché siano già stati usati nelle verifiche durante l'anno o siano ritenuti utili per la prova. Anche agli esami la valutazione guarda soprattutto ai contenuti più che alla forma (DM 5669/2011, art. 6). Alla maturità l'ordinanza del 2026 prevede anche l'ascolto dei testi delle prove registrati in mp3, la possibilità che un commissario legga i testi e griglie di valutazione adattate al PDP. Nel diploma non si scrive nulla sugli strumenti usati né sulla dispensa dagli scritti di lingua. Come il PDP conta per l'ammissione agli esami: PDP, il Piano Didattico Personalizzato.

Nelle prove INVALSI

Gli studenti con DSA fanno le prove INVALSI come i compagni: in terza media e in quinta superiore partecipare è necessario per essere ammessi all'esame. Il consiglio di classe può prevedere strumenti compensativi coerenti con il PDP; chi è dispensato dagli scritti di lingua straniera o esonerato dalla lingua non fa la prova di inglese (D.Lgs. 62/2017, artt. 11 e 20). Ogni anno l'INVALSI pubblica le indicazioni pratiche: chiedete alla scuola quali strumenti sono previsti per vostro figlio.

Se vostro figlio non vuole usarli

Succede, soprattutto con i ragazzi più grandi. Nella parte introduttiva della linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità gli esperti ricordano che alcuni studenti con DSA rinunciano agli strumenti per l'imbarazzo di sembrare diversi, e che l'autostima e l'ansia vanno tenute in conto. Suggeriscono una didattica che usi questi strumenti con tutta la classe, così che nessuno sia l'unico a usarli.

In pratica: parlatene con lui e con gli insegnanti, scegliete insieme le misure che gli servono davvero e rivedete il PDP se qualcosa non funziona. Altri dubbi frequenti, compreso il timore dell'etichetta: Certificazione DSA: pro e contro.

Cosa dicono le ricerche e quanto sono solide

  • Abbastanza solido, ma da studi in inglese: una meta-analisi (una ricerca che mette insieme i risultati di molti studi) trova che la sintesi vocale e gli strumenti che leggono il testo ad alta voce aiutano in media a capire meglio ciò che si legge. Non sostituiscono il lavoro per migliorare la lettura: Dislessia, quali trattamenti funzionano.
  • Debole: quanto aiuti il tempo aggiuntivo. Gli studi sono pochi e quasi tutti americani; uno studio recente negli Stati Uniti, su ragazzi di 13-14 anni, ha visto risultati migliori in chi il tempo in più lo usava davvero. Dettagli in DSA all'università e nei concorsi pubblici.
  • Poche prove: non abbiamo trovato studi italiani che confrontino l'efficacia dei diversi strumenti a scuola.

Non avete ancora la certificazione?

La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.

Domande frequenti

Il 30% di tempo in più spetta sempre? No, non è automatico. Le Linee guida lo indicano come riferimento ragionevole quando non ci sono indicazioni più precise: il tempo in più va calibrato su quanto il disturbo rallenta vostro figlio, e si scrive nel PDP. Per i test di ammissione all'università il limite è proprio il 30%.

Chi paga gli strumenti, per esempio il computer o i programmi? La Legge 170 li garantisce nei limiti delle risorse disponibili, e le norme nazionali non dicono chi debba acquistare che cosa. Chiedete alla scuola cosa può mettere a disposizione: le scuole possono anche rivolgersi ai Centri Territoriali di Supporto (CTS), che hanno sussidi e tecnologie anche per i DSA.

Con le misure dispensative il voto vale meno? No. Gli obiettivi sono quelli della classe e la valutazione è piena; cambia il modo di verificarli. Nel diploma non compare nessuna indicazione delle misure usate (con l'unica eccezione dell'esonero dalle lingue alle superiori, che porta a un attestato).

Può usare la calcolatrice o le mappe nei compiti in classe? Sì, se sono previste nel PDP per quella materia. Per questo conviene che il PDP dica con chiarezza in quali prove si possono usare.

E senza certificazione? La scuola può comunque decidere di personalizzare la didattica, ma non è un diritto previsto dalla Legge 170: DSA e BES, che differenza c'è.

Fonti

  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 5 (diritto a strumenti compensativi e misure dispensative, «a valere sulle risorse specifiche e disponibili»; lingue straniere ed esonero; verifiche e valutazione): testo su Normattiva.
  • Decreto ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669: art. 4 (strumenti compensativi e loro uso; misure dispensative senza ridurre gli obiettivi), art. 6 (valutazione, esami, lingue straniere: dispensa dagli scritti con tre condizioni ed esonero; tempi per i test universitari non superiori al 30%), art. 8 (Centri Territoriali di Supporto).
  • MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM 5669/2011: par. 3 (definizioni, esempi, 30% di tempo in più, p. 7), par. 4.3 (secondaria: lettura, scrittura, calcolo, pp. 17-19), par. 4.4 (lingue straniere; dispensa ed esonero, pp. 19-20), par. 6.1 (CTS, p. 22): PDF sul sito del Ministero.
  • D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 62, artt. 7 c. 4 e 13 c. 2 lett. b (partecipazione alle prove INVALSI come requisito di ammissione agli esami di terza media e di maturità), art. 11, commi 9-15 (primo ciclo: esame, lingua straniera, INVALSI, diploma) e art. 20, commi 9-14 (esame di Stato del secondo ciclo, INVALSI): art. 11 su Normattiva, art. 20 su Normattiva.
  • Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, esame di maturità 2025/2026, art. 25, commi 1-5 (candidati con DSA: strumenti del PDP, tempi più lunghi, testi in mp3, lettura da parte di un commissario, griglie adattate al PDP, prova orale sostitutiva, diploma, pp. 32-33): PDF sul sito del Ministero.
  • Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022), parte prima, introduzione (vissuto emotivo e uso degli strumenti compensativi, pp. 11-12): documento PDF.
Studi citati (2)
  • Wood SG, Moxley JH, Tighe EL, Wagner RK. Does Use of Text-to-Speech and Related Read-Aloud Tools Improve Reading Comprehension for Students With Reading Disabilities? A Meta-Analysis. J Learn Disabil 2018;51(1):73-84. doi:10.1177/0022219416688170
  • Wei X, Zhang S. Extended Time Accommodation and the Academic, Behavioral, and Psychological Outcomes of Students With Learning Disabilities. J Learn Disabil 2024;57(4):242-254. doi:10.1177/00222194231195624

Fonti consultate il 10/10/2026.


Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce il parere del pediatra o di uno specialista.