Test DSA: come capire se un bambino ha un DSA e da dove partire
Ultimo aggiornamento:
La maestra dice che fa fatica, i compiti durano ore, qualcosa non torna: spesso è a questo punto che un genitore cerca un test DSA. Questa pagina vi aiuta a orientarvi: cosa sono davvero i test per i DSA, perché un test DSA online non può darvi una risposta, come capire se la fatica di vostro figlio riguarda la lettura, la scrittura o i numeri e a chi chiedere una valutazione.
In breve
- Nessun test online è una diagnosi, né su questo sito né altrove.
- A casa e a scuola si può osservare: come legge, come scrive, come se la cava con i numeri, e se la fatica dura nonostante l'aiuto della scuola.
- La valutazione la fa un'équipe di specialisti con prove standardizzate. La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio sanitario pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri o équipe privati accreditati o autorizzati.
- Di norma la dislessia e la disortografia si diagnosticano dalla fine della seconda primaria, la discalculia dalla terza primaria e la disgrafia dalla fine della terza primaria.
In questa pagina (8 sezioni)
I test veri: cosa si valuta e chi li fa
I test per i DSA, quelli veri, sono prove standardizzate: prove uguali per tutti, i cui risultati si confrontano con quelli di molti bambini italiani della stessa età e classe. Le usa un'équipe multiprofessionale, di norma formata da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, durante la valutazione. Si guarda:
- la lettura: quanto è veloce e corretta, leggendo ad alta voce parole, parole inventate e brani, e quanto il bambino capisce di ciò che legge;
- la scrittura: per l'ortografia, dettati di parole, di parole inventate e di brani; per la grafia, quanto la scrittura a mano è leggibile e veloce, su più campioni;
- il calcolo: le quantità espresse con i numeri, la lettura e la scrittura dei numeri, i calcoli semplici "a memoria", il calcolo a mente e quello scritto;
- il livello cognitivo, cioè le capacità generali di ragionamento: per la Legge 170 si parla di DSA solo in presenza di capacità cognitive adeguate e senza problemi neurologici o sensoriali;
- altre abilità, come attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive: non servono a decidere se c'è un DSA, ma a descrivere punti di forza e fragilità del bambino, utili per la scuola e per gli eventuali interventi.
Non esiste quindi "il" test DSA: è l'insieme delle prove, letto da professionisti insieme alla storia del bambino, a permettere una diagnosi.
Perché un test online non basta
I test e i questionari in rete non hanno niente di tutto questo. Di solito non dicono su quali bambini sono stati provati, nessun professionista vede vostro figlio, possono dare falsi allarmi o false rassicurazioni, e il risultato non vale per la scuola. Anche i pochi test in rete studiati con metodo, in altre lingue, non riconoscono tutte le persone con un disturbo: l'esempio di un gioco in spagnolo è nella pagina sulla dislessia.
Perché, disturbo per disturbo, un test online non può funzionare lo spieghiamo nelle quattro pagine indicate più sotto: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.
Screening a scuola e "a rischio"
La Legge 170 affida alla scuola il compito di accorgersi presto delle difficoltà. Le linee guida ministeriali del 2013 sull'individuazione precoce descrivono tre passaggi:
- individuare gli alunni con difficoltà significative, a volte con uno screening, cioè prove brevi uguali per tutta la classe;
- proporre loro attività mirate;
- segnalare alla famiglia, per una valutazione nei servizi sanitari, solo chi resta in difficoltà nonostante quelle attività.
Uno screening non è una diagnosi. "A rischio" vuol dire che conviene seguire il bambino con più attenzione: le stesse linee guida ricordano che una situazione di rischio può non essere stabile nel tempo. Alla scuola dell'infanzia non si inviano bambini ai servizi per un sospetto di DSA, ma si osserva di più e si propongono giochi e attività; per i bambini che hanno già un disturbo del linguaggio, invece, è previsto un percorso con gli specialisti prima della primaria. Cosa vuol dire "a rischio" in numeri, con un esempio italiano: Difficoltà di apprendimento o DSA?.
Lettura, scrittura o numeri: da dove partire
I DSA sono quattro e ognuno riguarda un'abilità precisa. Leggete le schede e scegliete quella che somiglia di più a ciò che notate in vostro figlio. Nella pagina collegata trovate cosa osservare età per età, cosa è ancora normale e perché, per quel disturbo, un test online non funziona. Nei primi anni di primaria molte di queste fatiche sono normali: le schede servono a scegliere da dove partire, non a capire se c'è un disturbo.
Leggere: la dislessia
Fa fatica a leggere: legge più piano dei compagni e con fatica, sillaba ancora quando gli altri non lo fanno più, legge la stessa parola in modi diversi, perde il segno o la riga. A fine pagina è stanco, e studiare gli richiede più tempo.
→ Test dislessia bambini: cosa osservare
Scrivere senza errori: la disortografia
Fa molti errori di ortografia, più dei compagni, e non calano con l'esercizio: doppie, scambi tra suoni simili, la stessa parola scritta in modi diversi. La scrittura può anche essere ordinata: il problema è quali lettere scrive.
→ Test disortografia bambini: cosa osservare
La grafia: la disgrafia
Scrive a mano in modo poco leggibile o molto lento: lettere di dimensioni diverse, che si toccano o si deformano, parole attaccate, righe che non restano allineate. Scrivere lo stanca. Gli errori possono essere pochi: il problema è come scrive.
→ Test disgrafia bambini: cosa osservare
I numeri e il calcolo: la discalculia
Fa fatica con i numeri e con i calcoli di base: si confonde con i numeri di più cifre, non ricorda le tabelline o i calcoli semplici e li ricava ancora contando, quando i compagni ormai li ricordano; i calcoli a mente sono lenti e pieni di errori.
→ Test discalculia bambini: cosa osservare
Spesso si presentano insieme
I DSA spesso si associano tra loro, anche se possono presentarsi da soli: per esempio la disgrafia va spesso insieme alla disortografia, e chi fa fatica a leggere spesso sbaglia anche l'ortografia. Per questo una valutazione vera non guarda solo l'abilità che vi preoccupa: considera lettura, scrittura e calcolo insieme.
Se vi riconoscete in più schede, è normale. Se invece non vi riconoscete in nessuna, o la fatica sembra dipendere da altro (l'attenzione, la lingua parlata in casa, le emozioni, il metodo di studio), partite da qui: Difficoltà di apprendimento o DSA?.
Il passo giusto: parlarne con la scuola e chiedere una valutazione
Non serve fare un test online, né su questo sito né altrove. Non può dirvi se c'è un DSA, e potrebbe spaventarvi o rassicurarvi senza motivo.
Se la fatica di vostro figlio dura da mesi e non migliora con l'aiuto della scuola, il passo giusto è un altro:
- parlatene con gli insegnanti: chiedete cosa notano in classe e quali attività di recupero hanno proposto. È proprio quello che la Legge 170 chiede alla scuola: accorgersi presto, proporre attività mirate e avvisare la famiglia se la difficoltà resta;
- raccogliete quello che avete: quaderni, verifiche e pagelle di periodi diversi, e qualche appunto su ciò che notate a casa;
- sentite il pediatra, che conosce la storia del bambino e può indicarvi il servizio;
- chiedete una valutazione al servizio pubblico o, dove la regione lo prevede, a un centro o a un'équipe accreditati o autorizzati (quanto costa).
Non serve arrivare con un sospetto preciso: è la valutazione a dire se c'è un DSA, quale, oppure nessuno. Prima di prenotare: Cosa chiedere a un centro prima della valutazione.
Dove fare la valutazione
La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.
- Scegliete la vostra regione: centri, équipe e servizi pubblici, provincia per provincia
- Come funziona nella vostra regione e le guide regione per regione
Domande frequenti
Quali test fanno per capire se un bambino ha un DSA? Prove standardizzate di lettura, scrittura e calcolo, una valutazione del livello cognitivo e, per descrivere il profilo, prove su attenzione, memoria e linguaggio. Le fa un'équipe di specialisti. Non esiste un singolo test che basti.
Un bambino può avere più di un DSA? Sì, succede spesso: per esempio dislessia e disortografia, o disgrafia e disortografia. Per questo la valutazione guarda tutte le abilità, non solo quella che preoccupa di più.
La scuola fa i test DSA? Alcune scuole fanno uno screening, cioè prove brevi per tutta la classe, per capire chi ha bisogno di più attenzione. Non è una diagnosi: la diagnosi la fanno i servizi sanitari. Se una difficoltà resta nonostante le attività mirate, la scuola ne parla con la famiglia.
Si può fare un test DSA alla scuola dell'infanzia? No: a quell'età il bambino non legge e non scrive ancora, e i DSA non si possono diagnosticare. Le maestre possono osservare il linguaggio, i giochi con i suoni e con le quantità, e proporre attività mirate (vedi la sezione sullo screening).
Mio figlio va alle medie o alle superiori: è troppo tardi? No. Non tutti i DSA vengono riconosciuti da piccoli, e la valutazione si può chiedere a ogni età, anche da adulti: DSA negli adulti.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1 (DSA "in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali") e art. 3 (diagnosi da parte del Servizio sanitario nazionale o di specialisti e strutture accreditate; individuazione precoce a scuola): testo su Normattiva.
- Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sulle indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei DSA (équipe multiprofessionale): testo.
- MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM n. 5669 del 12/07/2011: par. 1.1-1.3 (definizioni dei quattro disturbi), par. 2.1 (segnali osservabili in classe; attività di recupero e comunicazione alla famiglia), par. 4.2.2 (calcolo alla primaria), cap. 4 (diagnosi alla fine della seconda classe).
- Decreto MIUR 17 aprile 2013, prot. n. 297, Linee guida per la predisposizione di protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA (tre fasi; rischio non stabile nel tempo; nessun invio dalla scuola dell'infanzia, salvo disturbi del linguaggio già noti; diagnosi di dislessia e disortografia in seconda, di discalculia e disgrafia al termine della terza).
- Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022): documento PDF. In particolare: i DSA "spesso tendono ad associarsi tra loro" (p. 1); diagnosi basata su osservazione e misurazione con test (p. 2); competenze da valutare per il calcolo (raccomandazione 4.2, p. 62); leggibilità e campioni di scrittura (raccomandazione 5.3, p. 65); disgrafia e disortografia spesso insieme (raccomandazione 5.7, p. 66); funzioni cognitive da valutare in ogni diagnosi (raccomandazione 6.1, p. 69).
Studi citati (1)
- Rello L, et al. Predicting risk of dyslexia with an online gamified test. PLoS One 2020;15(12):e0241687. doi:10.1371/journal.pone.0241687
Fonti consultate il 02/10/2026.
Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce il parere del pediatra o di uno specialista.