Test dislessia bambini: come capire se vostro figlio ha la dislessia
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Legge piano, si blocca sulle parole, a fine pagina è stanco; oppure la maestra vi ha detto che "fa fatica con la lettura". Se state cercando un test per la dislessia, qui trovate i segnali da guardare classe per classe, cosa è ancora normale, cosa possono dirvi (e cosa no) i giochi e i questionari in rete e a chi chiedere una valutazione.
Se non siete sicuri che la fatica riguardi proprio la lettura, e non la scrittura o i numeri, partite da qui: test DSA, da dove cominciare.
Prima di tutto
- Nessun test online può dire se un bambino ha la dislessia. I questionari e i giochi che si trovano in rete non sono una diagnosi.
- Per la Legge 170/2010 la diagnosi la fa il servizio sanitario pubblico; le regioni possono affidarla anche a specialisti o centri privati accreditati (in alcune regioni si parla di centri o équipe autorizzati). La valutazione si fa con test standardizzati.
- La diagnosi di dislessia si può fare di norma dalla fine della seconda primaria. Prima si parla solo di rischio, che spesso rientra.
- Qui sotto trovate una lista di cose da osservare, non un test: serve a parlarne meglio con insegnanti e specialisti, non a dare un'etichetta.
In questa pagina (8 sezioni)
Cosa osservare, età per età
Le indicazioni che seguono vengono dalle linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità, dalle Linee guida del Ministero dell'Istruzione e da studi scientifici, anche italiani. Un segnale isolato non significa nulla: ciò che pesa è il quadro: molti segnali insieme, che durano nei mesi e resistono all'aiuto della scuola.
All'ultimo anno della scuola dell'infanzia
A cinque anni la dislessia non si può diagnosticare: il bambino non legge ancora. Alcune difficoltà, però, rendono più probabile che la lettura, più avanti, sia faticosa:
- parla o capisce meno bene dei coetanei: frasi incomplete, parole sbagliate o sostituite, suoni omessi o scambiati;
- fa fatica nei giochi con i suoni delle parole: trovare le rime, dividere una parola in sillabe, riconoscere il suono con cui comincia;
- fa fatica a imparare filastrocche e a ricordare sequenze;
- è lento nel dire il nome di oggetti o colori familiari uno dopo l'altro;
- fa fatica a imparare il nome o il suono delle lettere;
- non ha ancora capito che le lettere scritte servono a rappresentare i suoni.
Tanti bambini di questa età non conoscono ancora le lettere e storpiano qualche suono: è normale. Merita attenzione una difficoltà netta, che dura e che notano anche le maestre.
L'Istituto Superiore di Sanità raccomanda di usare questi segnali per riconoscere un rischio più alto, e quindi per proporre giochi e attività che aiutino, non per sospettare un disturbo. Le linee guida ministeriali del 2013 vanno nella stessa direzione: la scuola dell'infanzia osserva di più e propone attività mirate, senza mandare il bambino ai servizi per un sospetto di dislessia. L'eccezione sono i bambini che hanno già un disturbo del linguaggio: per loro è previsto un percorso con gli specialisti prima della primaria.
In prima e in seconda primaria
Nei primi mesi quasi tutti leggono in modo lento e incerto, ognuno con i suoi tempi. Le Linee guida del Ministero suggeriscono di fare caso a un bambino che:
- legge ancora sillabando ben oltre la metà della prima;
- legge la stessa parola in modi diversi nello stesso brano;
- perde spesso il segno o la riga;
- fa molta fatica ad abbinare lettere e suoni, o a ricostruire una parola partendo dai suoi suoni;
- continua ad avere queste difficoltà anche dopo le attività di recupero proposte dalla scuola.
Dalla fine della seconda primaria
Da qui la dislessia si può diagnosticare. Questi sono i segnali più tipici; se siano davvero fuori dalla norma per l'età lo dicono solo le prove di uno specialista:
- legge più lentamente dei compagni e con fatica, anche testi semplici per la sua età. L'italiano si legge quasi come si scrive: per questo, da noi, la lentezza si nota spesso più degli errori;
- fa più errori dei compagni quando legge ad alta voce;
- spesso sbaglia anche l'ortografia: lettura e scrittura corretta vanno spesso insieme.
Alle medie e alle superiori
- leggere gli costa ancora tempo e fatica, e studiare gli richiede più ore che ai compagni;
- se c'è anche una difficoltà di scrittura: fatica con le regole ortografiche e la punteggiatura.
Non tutte le dislessie vengono riconosciute da piccoli. Per i ragazzi più grandi e gli adulti: DSA negli adulti.
Lettura lenta: quando è normale e quando approfondire
All'inizio della primaria la fatica a leggere è comune. Le Linee guida del Ministero stimano che circa un alunno su cinque, soprattutto in prima e seconda, abbia qualche difficoltà nelle abilità di base, mentre un DSA riguarda solo 3-4 alunni su 100. Leggere piano, da solo, non vuol dire avere la dislessia.
Conviene parlarne con gli insegnanti e, se serve, chiedere una valutazione quando:
- la lettura resta lenta e faticosa per mesi e non migliora con il recupero fatto a scuola;
- la distanza dai compagni è netta, non di poco;
- in famiglia c'è qualcuno con dislessia, o il bambino da piccolo ha avuto un ritardo del linguaggio: in questi casi il rischio è più alto, ma molti di questi bambini la dislessia non la sviluppano;
- leggere è diventato un peso: rifiuta i libri, dice di essere "stupido", non vuole andare a scuola.
La dislessia si presenta spesso insieme ad altre difficoltà, nella scrittura (test disortografia bambini, test disgrafia bambini) o nel calcolo (test discalculia bambini).
Se a casa si parla un'altra lingua, la lettura lenta può dipendere anche dal fatto che l'italiano si sta ancora imparando: DSA e bambini bilingui. Le altre cause possibili di una difficoltà a scuola: Difficoltà di apprendimento o DSA?.
Perché i test online sulla dislessia non bastano
Un gioco di lettura in rete, di solito, non dice su quali bambini è stato provato, non ha dietro nessun professionista, può allarmarvi o rassicurarvi a torto e non vale per la scuola. Per la dislessia, però, c'è un motivo più concreto, che riguarda il modo stesso in cui la si riconosce.
La dislessia si riconosce ascoltando il bambino leggere ad alta voce. Le Linee guida del Ministero la definiscono proprio così: una lettura ad alta voce meno corretta e più lenta del previsto per l'età e la classe. Per misurarla lo specialista fa leggere al bambino lettere, parole, parole inventate e brani, conta gli errori e misura il tempo. La maggior parte dei quiz in rete non ascolta vostro figlio leggere: gli fa cliccare delle risposte, e cliccare non è leggere ad alta voce. E anche quando un'app registra la voce, non abbiamo trovato studi che l'abbiano verificata su bambini italiani.
Le parole inventate dicono molto. Una parola che non esiste non si può aver già visto, né indovinare dal senso della frase: per leggerla bisogna trasformare le lettere in suoni, una dopo l'altra. Per questo le prove le affiancano alle parole vere e ai brani. Un quiz che mostra parole da riconoscere non lo può misurare.
"Lento" vuol dire qualcosa solo con un confronto. In italiano il segno più tipico, l'abbiamo visto, è la lentezza. Ma lento rispetto a chi? A inizio e a fine anno, in seconda e in quinta, si legge a velocità molto diverse: per questo le prove hanno valori di riferimento costruiti su tanti bambini italiani, classe per classe. E perfino per gli specialisti il confine tra una lettura lenta e un disturbo è una soglia stabilita per convenzione, da interpretare insieme alla storia del bambino.
Prima di dire "dislessia" bisogna escludere altre cause. Per la Legge 170 si parla di DSA solo se le capacità cognitive sono adeguate e non ci sono problemi neurologici o sensoriali. Per questo la valutazione considera anche il livello cognitivo e, per chi a casa parla un'altra lingua, la storia linguistica, da valutare con prove adatte. Un test online non sa se vostro figlio ci vede bene, se quella sera era stanco o se sta ancora imparando l'italiano.
Anche i test in rete più studiati sbagliano. Uno dei più noti è un gioco in spagnolo, provato su oltre 3.600 persone: riconosceva circa 8 persone con dislessia su 10, e quindi ne perdeva circa 2 su 10.
Da dove cominciare
Prima di parlare con gli insegnanti, provate ad annotare per qualche settimana cosa notate: quanto tempo impiega a leggere una pagina, se perde il segno o la riga, se evita di leggere, come sta dopo i compiti. Chiedete alla maestra come legge in classe rispetto ai compagni e quali attività di recupero sono state fatte. La Legge 170 chiede alla scuola di accorgersi presto delle difficoltà, proporre attività mirate e, se restano, avvisare la famiglia: potete quindi chiedere a che punto è questo percorso. Il pediatra può far controllare vista e udito e indicarvi il servizio. Cosa cambia a scuola con una certificazione: cos'è la certificazione DSA e a cosa serve. Alla valutazione portate quaderni, pagelle e le comunicazioni della scuola.
Per sapere cos'è la dislessia, come si fa la diagnosi e cosa aiuta: Dislessia: cos'è, diagnosi e cosa aiuta.
Dove fare la valutazione
La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.
- Scegliete la vostra regione: centri, équipe e servizi pubblici, provincia per provincia
- Come funziona nella vostra regione e le guide regione per regione
Domande frequenti
Esiste un test per la dislessia da fare a casa? No. Potete però osservare vostro figlio con la lista qui sopra e annotare cosa notate: agli insegnanti e agli specialisti è utile.
A che età si può fare il test per la dislessia? Di norma dalla fine della seconda primaria. Prima si possono notare segnali di rischio, che servono a proporre attività mirate, non a dare un'etichetta.
A scuola hanno fatto uno "screening": cosa vuol dire se è risultato a rischio? Che conviene seguirlo con più attenzione e proporgli attività mirate. Uno screening è fatto apposta per segnalare "in abbondanza": molti bambini segnalati poi non hanno un disturbo, come mostra uno screening siciliano.
Il gioco online dice che mio figlio è dislessico. Cosa faccio? Non fermatevi a quel risultato, né per preoccuparvi né per rassicurarvi. Se la fatica a leggere dura, parlatene con gli insegnanti e con il pediatra.
Un punteggio "nella norma" basta per stare tranquilli? No. Se la lettura resta lenta e faticosa, un punteggio online non cancella quello che vedete: chiedete un parere a chi può valutarlo.
Cosa dicono le ricerche e quanto sono solide
- Solido: la dislessia si può diagnosticare solo dopo che il bambino ha imparato a leggere (fine della seconda primaria); prima si può parlare solo di rischio.
- Condiviso per l'italiano (linee guida e studi italiani): nelle lingue che si leggono come si scrivono, come l'italiano, il segno più tipico è la lentezza.
- Consenso di esperti (non uno studio sui bambini): un gruppo internazionale di esperti, soprattutto di lingua inglese, riunito con il metodo Delphi (una serie di questionari ripetuti fino a trovare un accordo), considera la difficoltà a leggere scorrevolmente e a scrivere correttamente un segno chiave della dislessia, a tutte le età.
- Abbastanza solido negli studi internazionali, debole per l'italiano: difficoltà di linguaggio, nei suoni delle parole, nel nome delle lettere e nella denominazione rapida sono più frequenti nei bambini che poi avranno difficoltà di lettura, soprattutto se in famiglia c'è dislessia (studi in varie lingue). Per l'italiano le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità giudicano molto bassa la certezza delle prove su questi segnali, cioè la fiducia che i risultati siano quelli veri, e chiedono studi più ampi.
- Test online: i dati vengono da studi in spagnolo e in inglese. Oltre al gioco spagnolo citato sopra, in uno studio americano del 2026 su bambini di lingua inglese e spagnola un questionario per genitori costruito con metodo segnalava come "a rischio" circa 3 bambini su 10 che non avevano né dislessia né un disturbo del linguaggio.
- Poche prove: non abbiamo trovato studi che abbiano verificato in italiano una lista di segnali per genitori o un test online.
- Da ricordare: i segnali indicano un rischio che spesso rientra con la crescita e con un buon insegnamento.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1 (DSA "in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali") e art. 3 (diagnosi da parte del Servizio sanitario nazionale o di specialisti e strutture accreditate; compiti della scuola): testo su Normattiva.
- Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sulle indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei DSA: testo.
- MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM n. 5669 del 12/07/2011: par. 1.1 (dislessia: "minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata, istruzione ricevuta"; lettura di lettere, parole, non-parole e brani), par. 2.1 (osservazione delle prestazioni atipiche; 20% di difficoltà e 3-4% di DSA), par. 3 (tempo per la decodifica), par. 4.1 (segnali alla scuola dell'infanzia), par. 4.2.1 (primaria), cap. 4 (diagnosi alla fine della seconda classe).
- Decreto MIUR 17 aprile 2013, prot. n. 297, Linee guida per la predisposizione di protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA.
- Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022): documento PDF. In particolare: indici predittivi all'ultimo anno della scuola dell'infanzia e loro uso solo per individuare un rischio (raccomandazioni 1.1-1.2, pp. 50-51); diagnosi basata sulla misurazione con test e soglia di prestazione deficitaria "scelta convenzionale" (p. 2); storia linguistica e prove adatte per i bambini bilingui (raccomandazioni 7.1-7.4, pp. 71-72).
Studi citati (9)
- Rello L, et al. Predicting risk of dyslexia with an online gamified test. PLoS One 2020;15(12):e0241687. doi:10.1371/journal.pone.0241687
- Restrepo MA, et al. Development and item selection of the language and dyslexia screening questionnaire in primary care settings. Front Pediatr 2026;14:1750893. doi:10.3389/fped.2026.1750893
- Leonardi MM, Di Blasi FD, Savelli E, Buono S. Reading and spelling disorders in a school-based population screening in Sicily (Italy). Dyslexia 2021;27(4):452-467. doi:10.1002/dys.1694
- Snowling MJ, Melby-Lervåg M. Oral language deficits in familial dyslexia: A meta-analysis and review. Psychol Bull 2016;142(5):498-545. doi:10.1037/bul0000037
- Bigozzi L, Tarchi C, Caudek C, Pinto G. Predicting Reading and Spelling Disorders: A 4-Year Prospective Cohort Study. Front Psychol 2016;7:337. doi:10.3389/fpsyg.2016.00337
- Brizzolara D, et al. Long-term reading and spelling outcome in Italian adolescents with a history of specific language impairment. Cortex 2011;47(8):955-73. doi:10.1016/j.cortex.2011.02.009
- Carroll JM, et al. Toward a consensus on dyslexia: findings from a Delphi study. J Child Psychol Psychiatry 2025;66(7):1065-1076. doi:10.1111/jcpp.14123
- Vieira APA, et al. Internalizing problems in individuals with reading, mathematics and unspecified learning difficulties: a systematic review and meta-analysis. Ann Dyslexia 2024;74(1):4-26. doi:10.1007/s11881-023-00294-4
- Tressoldi PE, Stella G, Faggella M. The development of reading speed in Italians with dyslexia: a longitudinal study. J Learn Disabil 2001;34(5):414-7. doi:10.1177/002221940103400503
Fonti internazionali consultate il 30/09/2026 (abstract).
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