Dislessia: quali trattamenti funzionano e quali no
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Dopo una diagnosi di dislessia arrivano molte proposte: esercizi di lettura, programmi al computer, lenti colorate, videogiochi, training di vario tipo. Non è facile capire cosa serve davvero. Questa pagina riassume cosa dicono le linee guida e le ricerche, quanto sono solide le prove e cosa non sappiamo ancora. Per sapere cos'è la dislessia e come si diagnostica: Dislessia: cos'è, diagnosi e cosa aiuta.
In breve
- La dislessia non scompare, ma con un intervento adeguato la lettura può migliorare in modo importante.
- Le prove più solide riguardano gli interventi che lavorano direttamente sulla lettura: il legame tra lettere e suoni, la lettura di sillabe e parole, con esercizi regolari e guidati.
- I miglioramenti medi misurati dalle ricerche sono moderati; alcune ricerche indicano che sono maggiori con più ore di intervento.
- Lenti colorate, esercizi per gli occhi, videogiochi, font speciali, neurofeedback e allenamento della sola memoria non hanno mostrato benefici sulla lettura.
- Molte ricerche sono in inglese, una lingua molto diversa dall'italiano: per l'italiano le prove sono ancora poche.
In questa pagina (10 sezioni)
Si può "curare" la dislessia?
Non nel senso di farla scomparire. La dislessia è un disturbo di origine neurobiologica che accompagna la persona anche da adulta. Le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) spiegano che l'obiettivo realistico di un trattamento è ridurre la gravità delle difficoltà e migliorare l'adattamento a scuola e nella vita di tutti i giorni.
Questo non è poco. Una lettura più veloce e più corretta rende lo studio meno faticoso, e gli strumenti giusti permettono di imparare anche quando leggere resta difficile.
Cosa aiuta, secondo le ricerche
Le linee guida dell'ISS, basate su una revisione degli studi internazionali, raccomandano per i bambini della scuola primaria:
- un insegnamento esplicito del legame tra lettere e suoni, con attività di lettura e di scrittura: unire e dividere lettere, sillabe e rime, per migliorare correttezza e velocità;
- abbinare questo lavoro a interventi "multicomponente", che allenano anche vocabolario, struttura delle parole e delle frasi, e strategie per capire i testi.
L'ISS le considera raccomandazioni forti (cioè indicazioni da seguire nella maggior parte dei casi), anche se le prove hanno una certezza bassa (c'è poca fiducia che l'effetto sia proprio quello misurato): si basano soprattutto su una sintesi di studi del 2014, una meta-analisi tedesca (una ricerca che mette insieme i risultati di molti studi), che trova efficace solo l'insegnamento esplicito del legame tra lettere e suoni. Altre sintesi, anche recenti, vanno nella stessa direzione: i dettagli sono nella sezione sulle ricerche, più sotto.
Altri due risultati sono utili, ma meno certi:
- la quantità potrebbe contare: in una delle sintesi gli interventi con più ore avevano in media effetti maggiori, in un'altra non si è potuto concluderlo. Secondo l'ISS gli interventi più efficaci studiati durano di solito un intero anno scolastico, con due o tre incontri a settimana;
- la comprensione migliora meno della lettura delle parole: è un'abilità che dipende anche dal linguaggio, dal vocabolario e dalle conoscenze.
E in italiano?
L'italiano si legge quasi come si scrive. Per questo i bambini italiani con dislessia, dopo i primi anni, hanno di solito come difficoltà principale la lentezza della lettura, anche se gli errori possono restare. Nelle lingue come l'inglese, invece, la difficoltà principale è spesso la correttezza.
Cosa sappiamo per l'italiano:
- in uno studio che ha seguito bambini italiani con dislessia dalla seconda primaria alla terza media, la velocità di lettura cresceva ogni anno di circa la metà rispetto ai compagni: così la distanza aumentava. Molti specialisti usano questo ritmo come riferimento dell'evoluzione attesa, per capire se un trattamento sta dando qualcosa in più;
- diversi studi italiani hanno provato metodi che automatizzano il riconoscimento di sillabe e parti di parola, spesso con esercizi al computer, a casa o in ambulatorio. Riportano miglioramenti della velocità superiori a quelli attesi, a volte già dopo due o tre mesi di lavoro regolare, anche nei ragazzi delle medie;
- in alcuni studi i trattamenti a casa o a distanza, seguiti da specialisti, hanno dato risultati simili a quelli in ambulatorio a parità di ore; in un altro l'ambulatorio è risultato più efficace. Anche qui le prove sono poche e i trattamenti confrontati erano diversi tra loro.
Il limite: quasi tutti questi studi italiani confrontano trattamenti diversi tra loro, ma non hanno un gruppo di controllo, cioè un gruppo di bambini che non ha fatto nessun trattamento, e non assegnano i partecipanti a caso ai gruppi. Per questo i risultati sono incoraggianti ma meno certi. La stessa linea guida dell'ISS chiede nuovi studi sulle lingue trasparenti come l'italiano.
Cosa non ha mostrato benefici sulla lettura
Queste proposte circolano spesso. Secondo le linee guida e le revisioni degli studi, non hanno dimostrato di migliorare la lettura:
| Proposta | Cosa dicono le prove |
|---|---|
| Lenti o filtri colorati | Nessun miglioramento della lettura. I benefici riferiti sono simili a quelli di un placebo, cioè di un finto trattamento senza effetto proprio |
| Esercizi per gli occhi, "vision therapy", prismi | I bambini con dislessia hanno una vista uguale a quella degli altri. Nessuna prova di efficacia sulla dislessia |
| Videogiochi d'azione | Alcuni piccoli studi positivi, non confermati da uno studio con un gruppo di bambini non trattati |
| Training uditivi o musicali | Nella sintesi dell'ISS, che comprende anche uno studio italiano piccolo con risultati positivi, nel complesso nessun miglioramento |
| Neurofeedback e stimolazione cerebrale | Prove insufficienti |
| Allenamento della sola memoria o attenzione | Migliora gli esercizi allenati, non la lettura |
| Font "per dislessici" | Nessun vantaggio rispetto ai caratteri comuni |
| Semplice lettura ripetuta degli stessi testi | Nessun beneficio dimostrato |
| Farmaci per la dislessia | Dati discordanti, nessuna conclusione affidabile |
"Non ha mostrato benefici" non significa sempre "è stato dimostrato inutile": per alcune proposte gli studi sono pochi. Significa però che oggi non ci sono buone ragioni per sceglierle al posto di un intervento sulla lettura.
Una cosa diversa sono i veri problemi di vista: se un bambino vede male, va visitato e corretto. Ma questo non tratta la dislessia.
Trattamento e strumenti compensativi: due cose diverse
Il trattamento cerca di migliorare la lettura. Gli strumenti compensativi, come la sintesi vocale o gli audiolibri, servono invece a studiare e capire anche quando leggere resta faticoso.
Una meta-analisi indica che la sintesi vocale aiuta in media a comprendere meglio i testi. Non sostituisce il lavoro sulla lettura: sono due aiuti diversi, che possono andare insieme. A scuola gli strumenti compensativi si scrivono nel Piano Didattico Personalizzato: Strumenti compensativi e misure dispensative.
Come valutare una proposta di trattamento
Sei domande da fare a chi vi propone un trattamento per la dislessia, prima di cominciare. Nessuna domanda è fuori luogo.
- Su quali prove si basa questo trattamento? È in linea con le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento (2022)?
- Su cosa lavora: direttamente sulla lettura, o su altre abilità (vista, udito, attenzione) sperando che la lettura migliori? Le prove più solide riguardano il lavoro diretto sulla lettura.
- Quante ore prevede, per quanto tempo, con quale frequenza? Quanto costa in tutto?
- Come misurerete i progressi? Chiedete una valutazione di velocità e correttezza prima e dopo, con le stesse prove.
- Cosa succede se non migliora dopo alcuni mesi?
- Chi segue il lavoro, se si svolge a casa o a distanza?
Diffidate di chi promette risultati rapidi, "guarigioni" o miglioramenti senza lavorare sulla lettura. Lenti colorate, esercizi per gli occhi, videogiochi, font speciali, neurofeedback e allenamento della sola memoria non hanno mostrato benefici sulla lettura (per alcune di queste proposte gli studi sono pochi). Per decidere un trattamento rivolgetevi ai professionisti che seguono vostro figlio.
Cosa dicono le ricerche e quanto sono solide
- Punti su cui le fonti concordano: gli interventi che lavorano in modo esplicito sul legame tra lettere e suoni migliorano la lettura (per l'ISS la raccomandazione è forte, ma la certezza delle prove resta bassa e gli studi sono soprattutto in inglese); lenti colorate ed esercizi visivi non migliorano la lettura (su questo concordano linee guida, società scientifiche di pediatria e oculistica statunitensi e una revisione sistematica, cioè una raccolta di tutti gli studi su una domanda fatta con regole precise).
- Altre sintesi degli studi: la linea guida tedesca, basata sugli stessi dati della meta-analisi del 2014, raccomanda lo stesso tipo di intervento. Una revisione Cochrane del 2018 (le revisioni Cochrane sono sintesi fatte con regole molto rigorose da una rete internazionale di ricercatori) sui bambini di lingua inglese trova effetti positivi dello stesso tipo di training, soprattutto sulla velocità di lettura di parole. Una meta-analisi statunitense del 2023, su quarant'anni di ricerche alla scuola primaria, conferma che gli interventi sulla lettura migliorano in media le prestazioni.
- Abbastanza solido: in media i miglioramenti sono moderati; la comprensione migliora meno della lettura di parole.
- Il riferimento italiano: nello studio che ha seguito bambini con dislessia dalla seconda primaria alla terza media (38 bambini, 2001), la velocità di lettura di un brano cresceva in media di circa 0,3 sillabe al secondo ogni anno, circa la metà dei lettori senza dislessia.
- Da confermare: che più ore di intervento diano effetti maggiori (lo trova la meta-analisi statunitense del 2023, la revisione Cochrane non ha potuto concluderlo).
- Poco solido: quale metodo funzioni meglio in italiano, quanto durino i miglioramenti nel tempo, gli effetti di musica e videogiochi.
- Non sappiamo ancora: gli effetti dei trattamenti sulla qualità della vita e sulla soddisfazione delle famiglie, perché nessuno degli studi esaminati dall'ISS li ha misurati.
Molti studi sono piccoli. Una revisione sistematica condotta da ricercatori italiani ha mostrato che questo porta spesso a sovrastimare l'efficacia: è una ragione in più per guardare alle sintesi di molti studi e non al singolo risultato sensazionale.
Dove fare la valutazione
Il trattamento parte da una valutazione che descrive il profilo del bambino. La certificazione valida per la scuola la rilascia il servizio pubblico e, nelle regioni che lo prevedono, anche centri ed équipe privati accreditati o autorizzati. Le regole cambiano da regione a regione.
- Scegliete la vostra regione: centri, équipe e servizi pubblici, provincia per provincia
- Come funziona nella vostra regione e le guide regione per regione
Prima di prenotare: Cosa chiedere a un centro prima della valutazione.
Domande frequenti
Dopo quanto tempo si vedono i risultati? Dipende dal bambino e dall'intensità del lavoro. Negli studi italiani alcuni miglioramenti della velocità compaiono dopo due o tre mesi di esercizi regolari; secondo la linea guida dell'ISS gli interventi più efficaci studiati durano di solito un anno scolastico. Chiedete allo specialista come e quando verranno misurati i progressi.
Se inizia tardi, alle medie, serve ancora? Uno studio italiano ha trovato miglioramenti simili nei ragazzi delle medie e nei bambini della primaria. Le prove sono poche, ma non c'è motivo di pensare che sia "troppo tardi".
Il trattamento a distanza, al computer, funziona? Alcuni studi italiani, seguiti da specialisti, hanno trovato risultati simili a quelli in presenza a parità di ore. Conta che ci sia una guida esperta e che i progressi vengano misurati.
Le lenti colorate aiutano? Le linee guida italiane e internazionali e le revisioni degli studi non hanno trovato miglioramenti della lettura.
E i videogiochi? Alcuni studi piccoli sono stati molto citati, ma un altro studio con un gruppo di bambini non trattati non ha confermato i risultati. Oggi non sono un trattamento raccomandato.
La sintesi vocale può sostituire il lavoro sulla lettura? No. È uno strumento per studiare e capire i testi, previsto dal Piano Didattico Personalizzato; il lavoro sulla lettura è un'altra cosa. Le due cose possono andare insieme: chiedete agli specialisti come organizzarle.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (20/01/2022), Quesito 9: documento PDF. Obiettivi del trattamento (p. 309); qualità della vita e soddisfazione dei genitori non misurate negli studi (p. 311); raccomandazioni 9.1-9.2 e loro giustificazione (pp. 81, 321-322); durata degli interventi e follow-up (p. 314); interventi senza benefici dimostrati (pp. 316-320); richiesta di studi sulle lingue trasparenti (p. 85). Consultata il 30/09/2026.
Studi citati (21)
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- Galuschka K, Schulte-Körne G. The Diagnosis and Treatment of Reading and/or Spelling Disorders in Children and Adolescents (linea guida tedesca). Dtsch Arztebl Int 2016;113(16):279-86. doi:10.3238/arztebl.2016.0279
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Fonti consultate il 30/09/2026. Per gli articoli internazionali è stato letto l'abstract; per la linea guida ISS il testo completo delle pagine indicate.
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